Neve d’argento di Lorena Tumminello

All’inizio c’è sempre un gran casino, perdonatemi il tono e le parole. 

«Amore mio» lo chiamo entrando dalla porta socchiusa. 
Damiano è sul divano davanti al caminetto acceso, nella sua tuta grigia. È una sua abitudine accendere il caminetto di notte, quando non riesce a dormire (4).

Sembra un’ordinaria serata, il proprio marito davanti al camino, insonne, sofferente. I bimbi a letto, la moglie sotto le coperte. Eppure i conti non tornano.

Damiano tradisce quell’immagine che potrebbe farsi il Lettore dopo le primissime righe. Damiano non è l’uomo che sembra essere, non è quello responsabile; potrebbe non continuare la loro storia, chiederselo è naturale. Che cosa fare, dunque? Immaginatevi di dover prendere baracca e burattini, i vostri figli e le vostre vite, e andarvene? Sarebbe davvero così facile? Finché non si prova, non si può dire con certezza.  

«Come ogni mattina, vengo svegliata dal rumore della signora della colazione. Apro gli occhi assonnata, ma subito percepisco qualcosa di diverso: i contorni degli oggetti nella stanza sono molto più nitidi […] Sì, ti vedo! Ti vedo perfettamente! (119)».

Dunque arriva Claudio, il medico belloccio che le “salva la vita”. Allegra non ha bisogno di nessuno però, soprattutto non di un uomo che le salvi la vita. Anche se è bello frequentare quel brillante medico: le premesse, anche qui, si rivelano nettamente migliori di ciò che il futuro ha in serbo per Allegra, il futuro con Claudio e col genere maschile. 

 E, come si dice, quando la vita ti allontana da ciò che vorresti in un dato momento… Non dipende necessariamente dal dio cattivo, di passaggio, incarognito con una data persona …

I rapporti destinati a ricostruirsi, col tempo, riassumono la loro forma, anzi, assumono una forma nuova: diventano più forti, diventano indistruttibili. Che lo si voglia o meno, è così!

La porta di Damiano è accostata.
«Damiano» lo chiamo. «Tutto bene?»
«Allegra…» risponde lui con un filo di voce. (240)

E ancora…

Damiano mi stringe la mano, facendo no con la testa. «Allegra, io ho sbagliato tutto con te, tutto (244)».
Attraverso le nebbie di vari rapporti, di svariati rapporti amicali diventati relazioni diventati altro e irriconoscibili, infine, il Sole dietro le nuvole. 

Dovrete solo leggere per sapere se finalmente Allegra possa aver diritto ad un momento di quiete.

Qualunque cosa sia questa vita, adesso, è esattamente dove volevo arrivare (266). 

 Valutazione: ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️



Spicy: 🔥🔥🔥🔥🔥




Recensione a cura di Christian Cambone 

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