LA PROFEZIA DEL POVERO ERASMO” A.VITALI
La mia passione per i titoli strani non mi abbandona, e anche questa volta mi sono messa alla prova con il mio eccesivo slancio da lettrice, pero’ sin dalle prime pagine ho compreso che il lessico di questo libro è seriamente raffinato e condito di citazioni latine.
La trama narra di due giovani ambiziosi e maldresti: Cletto Siromalli e Gioietta Vendoli (già i nomi sono tutto un programma)che si incontrano per caso decisi a dare una svolta alle loro vite. Il tutto ambientato in un Italia anni 30, dove non erano certo le comodità a farla da padrone e dove la povertà era molto diffusa; e l’unico modo per soppravvivere era inventarsi una realtà fittizia. Complici in questa scatola cinese di equivoci, la coppia elabora una sfilza di fandonie per dimostare di essere piu’ furba della società che li bistrattava (lui considerato uno scansafatiche pieno di debiti, e lei una frivola operaia sognatrice di diventare attrice).
Fra le bugie ideate troviamo: una finta gravidanza e una casa moderna mai viste, rubare documenti di identità e successivamente inventarsi una malattia per farsi prestare dei soldi, organizzare il loro matrimonio sfarzoso senza pagarlo mai, legare un povero ragazzo al letto e rubargli del contante per scappare dai creditori che aspettano di essere saldati.
Ma qualcosa inizia a storcere in questo castello di sabbia, perché la madre di Gioetta (la Castica) petulante e invadente, non puo’ sfuggire ai pettegolezzi e comincia a sospettare che sua figlia sia disonesta al pari del suo compagno. L’epilogo sarà disastroso perché si verificherà un delitto dove pare siano implicati Cletto e Gioietta, ma le prove sono talmente scarse che la polizia non riuscirà a capire chi sia stato e percio’ consegnarlo alla giustizia.
Questo romanzo è una commedia assurda, paradossale e grottesca, già alcuni nomi degli altri personaggi tipo Venerato Venerati, lo zio Giusto, Dioscura Invernati, Augusto Mendicoli... vi faranno ridere.
Valutazione ⭐ ⭐ ⭐ ⭐
Nota un po' complicata: parole arcaiche di un italiano del passato, che mi hanno tenuta col vocabolario in mano ogni 5 minuti. Ma ne è valsa la pena.
Andrea Vitali è un autore veramente pieno di creatività e dissacrante.
Recensione a cura di Tiziana Luppi
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