INTERVISTA A ... ANTONELLA MAGGIO
1) Hai sempre dichiarato di essere prima di tutto una grandissima lettrice. In quale momento preciso hai capito che la tua passione per le storie altrui doveva trasformarsi nella scrittura di storie tue?
Ho sempre avuto il pallino per la scrittura. Avevo forse 12 anni e mi ero messa in testa di scrivere la mia autobiografia, come se la vita di una ragazzina di quell'epoca potesse davvero interessare a qualcuno. Il mio primo romanzo l'ho scritto subito dopo la maturità, una volta libera dalla scuola e dopo che ho finalmente riscoperto il piacere per la lettura, quella fatta di libri che ti chiamano e ti scegli, non imposti. Da allora non mi sono più fermata, tranne un paio d'anni per via della gravidanza.
2) Nei tuoi libri spazi moltissimo a livello geografico (da New York alla tua Puglia). Quanto influiscono i tuoi viaggi e la tua terra natale nella scelta delle location per le tue commedie romantiche?
Un tempo amavo ambientare le mie storie in luoghi che io stessa, almeno in quel momento, potevo vivermi solo nell'immaginazione. Ovviamente, prima documentandomi. Oggi che ho riscoperto l'amore per la mia terra, mi viene quasi più naturale ambientare i miei romanzi in Puglia. Poi dipende sempre dalle esigenze lavorative o dall'ispirazione, ci sono storie che rendono meglio se ambientate oltre i confini. Studiare un posto nuovo, fare ricerche, visitarlo attraverso le mappe o le recensioni di chi già ci è stato è un'ulteriore allenamento per la me scrittrice che ha voglia di mettersi costantemente in gioco e ha sete di sapere.
3) Ti muovi abilmente tra il romance spiccatamente divertente e ironico (come Jingle Merd o Vaffanc**o con amore) e la forte componente emotiva (come in Sei in tutti i miei sbagli). Qual è il segreto per mantenere questo bilanciamento senza mai risultare stucchevole?
Ammetto di essermi lasciata alle spalle quel romanticismo un po' troppo sdolcinato che nella realtà raramente esiste o che, comunque, si tende a vivere quando si è più giovani, ingenui e spensierati. A quel punto, viene naturale descrivere la vita dei miei protagonisti come se fosse la mia o quella di qualunque altra persona, devoti alle sfighe quotidiane e a tutte quelle figuracce che, con il senno di poi, ti lasciano più di un sorriso. Mi piace poi pensare che chi mi legge possa riconoscersi e ricordare che il lieto fine, a volte, sta anche nelle piccole cose. Che l'amore può essere totalizzante anche tra le braccia di un impiegato sottopagato con le crisi di panico o di un operaio che si spacca la schiena sotto al sole, senza ambire per forza al milionario sexy che si invaschisce sempre della solita ragazza acqua e sapone.
4) Con la tua Serie Black Jack (da Il gioco del perdono a Il gioco degli inganni) hai esplorato dinamiche più intense e misteriose rispetto alle classiche commedie romantiche. Come è nato il desiderio di metterti alla prova con queste sfumature romantic suspense?
Mi è capitato di leggere un romanzo crime dove, secondo i miei gusti, la componente romantica non era stata sviluppata bene. Il giorno dopo, quel disgraziato di Michael Bradley si è affacciato nella mia mente e mi ha detto: "Prendi appunti! Adesso ti faccio vedere io". Voi lo avreste ignorato? XD Io non ci sono riuscita. Si è trattato dell'ennesimo esperimento letterario e di una sfida con me stessa. Ah, poi la colpa è di Fabiana Andreozzi che mi ha costretta a cambiare il finale a una settimana dalla pubblicazione. Così, adesso, da storia autoconclusiva, siamo al sesto volume della Serie che spero di pubblicare entro la fine dell'anno.
5) Di recente hai annunciato ai tuoi lettori la scelta, per certi versi complessa o dolorosa, di lanciare un nuovo progetto "nascondendoti" dietro un'altra identità o pseudonimo. Cosa ti ha spinto a voler azzerare in qualche modo il nome di Antonella Maggio per questa nuova sfida letteraria?
Sì, è stato doloroso ma necessario, visto che sono tornati a parlare i miei protagonisti e la mia scrittura al posto del mio nome e della mia faccia poco simpatica. E anche se adesso quasi tutti sanno che dietro Leiton D'Amara ci sono io, mi sento più a mio agio. Terminata, infatti, la Serie Black Jack, tutti i miei nuovi lavori saranno firmati con questo nuovo nome.
6) Il genere romance vive moltissimo del passaparola sui social (Instagram, TikTok). Che rapporto hai con la tua community e quanto peso dai ai loro feedback mentre stai strutturando un capitolo?
Questo è un tasto un po' dolente, lo ammetto. Mi sforzo con tutta me stessa di essere social ma, al tempo stesso, non sono molto costante. Per di più, ho attraversato un periodo in cui non mi sentivo più a mio agio con il mio corpo, metterci letteralmente la faccia era l'ultima cosa di cui avevo bisogno. E poi non sono brava con i balletti, arrivo sempre tardi a tutto... insomma, un disastro. Spero che i miei lettori mi perdoneranno e che continueranno a seguirmi anche se sono fatta così.
7) Che consiglio daresti a una scrittrice esordiente che oggi vorrebbe farsi strada nel mercato super affollato del romance italiano?
In questo momento, sono le scrittrici esordienti a dover dare dei consigli a me XD E non scherzo. Vorrei poter dire che restare umili e sostenersi tra scrittori sia la prima cosa da fare, ma con me non ha funzionato. La verità è che bisogna essere brave persone sempre, non solo nel lavoro. Quindi in bocca al lupo a tutti coloro che decidono di lanciarsi nell'avventura di una pubblicazione.
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