INTERVISTA A... YLENIA LUCIANI
1) I TUOI LIBRI FONDANO PASSIONE E SUSPENCE; COME BILANCI LA TENSIONE ROMANTICA CON QUELLA DEL MISTERO?
L’equilibrio è fondamentale in ogni cosa e penso che, anche nella scrittura, sia una carta vincente. Saper mescolare bene mistero e passione, mantenendo la lettura fluida e coinvolgente, per me è indispensabile. Se un libro è troppo dark rischia di diventare un thriller; se è troppo mieloso, finisce per annoiare. Non seguo una regola precisa, mi viene naturale creare un mix che possa coinvolgere e appassionare il lettore, spero di esserci riuscita!
2) QUALI SONO LE SFIDE PIU’ GRANDI E LE PIU’ GRANDI SODDISFAZIONI NEL PUBBLICARE IN AUTONOMIA SULLA PIATTAFORMA AMAZON PUBLISHING?
Sicuramente la sfida più grande è gestire tutta la pubblicazione dall’inizio alla fine. È un lavoro enorme e, se sei sotto editing, diventa tutto più difficile. Rispettare i tempi e non deludere le lettrici che aspettano l’uscita, crea molta ansia e, una volta online, bisogna lavorare sodo per promuovere il romanzo. Diventa un vero e proprio lavoro.
La soddisfazione più grande, invece, sono i risultati: i guadagni, per quanto mi riguarda, sono molto più alti, puoi gestire tutto in autonomia, tenere sotto controllo le royalties e vedere quante copie vendi, praticamente in tempo reale, senza dover aspettare tempi biblici per avere informazioni.
3) I TUOI PROTAGONISTI HANNO SPESSO UN PASSATO COMPLESSO; COME COSTRUISCI LA LORO PSICOLOGIA?
Come spiegavo nel punto uno, mi piace creare mix che funzionino, sperando che la storia diventi avvincente e non annoi. In realtà mi viene tutto molto spontaneo; la prima cosa che mi frulla nella mente, quando ho l’ispirazione per un nuovo romanzo, è l’intreccio tra i personaggi e come posso svilupparlo per renderlo passionale, mantenendo la linea del rosa.
Poi, in base a questo, creo spesso un personaggio complicato, con un passato oscuro e difficile che, inevitabilmente, condiziona il suo carattere e il modo in cui si rapporta con gli altri. Mi piace che il lettore scopra poco alla volta cosa si nasconde dietro a determinati comportamenti e riesca, pagina dopo pagina, a comprenderli, anche se sono forti.
È anche questo che dà quel pizzico di mistero capace di mantenere la curiosità.
4). PER LA SERIE BROKEN ICE: IL GHIACCIO E L’HOCKEY FANNO DA SFONDO A QUESTA STORIA INTENSA. COSA TI HA SPINTO A SCEGLIERE PROPRIO QUESTO SPORT, COSI’ AVVINCENTE, MA ANCHE SPIETATO, COME METAFORA DEI SENTIMENTI DEI PROTAGONISTI?
Adoro l’hockey su ghiaccio da sempre e ho sempre immaginato di scrivere una storia con uno “sfondo ghiacciato”, ma non avendo idea di come funzionasse realmente questo sport, delle regole americane, ben diverse da quelle europee, e di tutto quello che gli ruota attorno, ho sempre rimandato. Poi, un giorno, l’ispirazione ha spinto più forte, così ho cominciato a documentarmi, scaricando materiale che mi spiegasse il funzionamento del gioco, le regole e tutto ciò che avevo bisogno di conoscere. È stato un lavoro impegnativo, non volevo scrivere di qualcosa senza conoscerlo davvero, perciò ho studiato a lungo prima di iniziare la stesura. Fuoco e ghiaccio, poi, mi sono sembrati la metafora perfetta per descrivere l’amore contrastato dei protagonisti, diversi e opposti esattamente come questi due elementi, eppure inevitabilmente attratti l’uno verso l’altra.
5) SPESSO I TUOI PROTAGONISTI MASCHILI COMPIONO AZIONI DISCUTIBILI. QUAL E’ LA CHIAVE PER RIUSCIRE A FAR FARE AL LETTORE IL TIFO PER LORO, NONOSTANTE I LORO ENORMI DIFETTI?
Le azioni discutibili dei miei personaggi sono sempre legate a un passato duro e difficile che li ha segnati nel profondo. Man mano che la storia prende forma, il lettore riesce a comprenderli meglio e a entrare in empatia con loro. Spesso, all’inizio, un protagonista può non venire apprezzato, magari perché troppo duro, arrogante o, apparentemente, insensibile, ma poi, conoscendo ciò che ha vissuto e le ferite che si porta dentro, diventa più facile capire cosa si nasconde dietro certi comportamenti. L’amore li cambia, ma non sempre del tutto, perché non mi piace snaturare un personaggio. Credo che la chiave sia proprio questo: non cancellare i suoi difetti per renderlo amabile, ma lasciare che il lettore impari a conoscerlo, a comprenderlo e, magari, a fare il tifo per lui, proprio nonostante quei difetti.
6) SE POTESSI MATERIALIZZARE UNO DEI TUOI PROTAGONISTI MASCHILI NELLA REALTA’ PER BERCI UN CAFFE’ E FARE DUE CHIACCHERE, CHI SCEGLIERESTI E PERCHE’?
Ho amato tutti i miei personaggi, dal primo all’ultimo, e mi piacerebbe passare una giornata con ognuno di loro, ma, senza ombra di dubbio, sceglierei Daniel Walker, il protagonista di NON CHIEDERMI DI BACIARTI e NON SMETTERE DI BACIARMI, i miei primi due romanzi.
Daniel è un personaggio che mi è rimasto nel profondo del cuore.
Con lui ho vissuto i primi batticuori digitali, i primi mal di stomaco, le prime ansie. Ho scritto quei romanzi sentendo sulla pelle ogni emozione provata dai protagonisti e dando vita a una storia, come disse la direttrice della mia vecchia Casa Editrice, passionale e coinvolgente.
Se potessi davvero sedermi a bere un caffè con Daniel per scambiare due chiacchiere, sarei curiosa di sapere se il personaggio che ho immaginato e amato così tanto avrebbe qualcosa da rimproverare alla sua autrice.
7) TI E’ MAI CAPITATO DI PIANGERE O DI EMOZIONARTI INTENSAMENTE MENTRE SCRIVEVI UNA SCENA PARTICOLARMENTE DOLOROSA O ROMANTICA?
Sì, sempre. Non c’è mai stata emozione, sentimento o conflitto che non abbia scritto anche con lo stomaco, oltre che con la testa e il cuore. Ho sempre sostenuto di entrare in una specie di “trance” mentre scrivo; è come se le dita viaggiassero da sole sulla tastiera e io entrassi direttamente nel corpo della protagonista provando le sue stesse emozioni. Quando il cervello si stacca e il mio corpo non sente più nulla, significa che devo fermarmi e concedermi qualche giorno di pausa. Non esiste storia, secondo me, che possa arrivare allo stomaco dei lettori, se prima non è entrata nel tuo.
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