INTERVISTA A... CHRISTY C

1) Il tuo percorso è iniziato ufficialmente nel 2018 con il romanzo d'esordio "L'amore ancora esiste". Che cosa ha significato per te trovare il coraggio di pubblicare quella prima storia e quanto è cambiato il tuo modo di vedere l'amore nei libri da allora?

1) Ciao a tutti,
eccomi qui, a fare esattamente quello che mi riesce male. Sono una frana a parlare di me e a rispondere a domande di qualsiasi genere, non trovo mai le parole: penso, scrivo, riscrivo, cancello e brontolo… ecco, questo mi riesce bene.
Il mio percorso è iniziato nel lontano 2018. Anche se scrivere è sempre stato il mio sogno nel cassetto, è un cassetto che ho trovato il coraggio di aprire solo dopo aver conosciuto quella che poi sarebbe diventata la mia editor, Anna, che mi ha incoraggiata a terminare il romanzo dopo aver letto i primi capitoli, o forse, le prime pagine. Spronata dal suo incoraggiamento, ho preso la penna in mano e ho iniziato a mettere nero su bianco quello che i miei protagonisti mi suggerivano di scrivere. Piano piano tutto ha preso forma ed è nata la storia di Einar e Sofia in “L’amore ancora esiste”, scritta rigorosamente a mano per poi essere corretta e trascritta sul computer (un lavoraccio che non vi dico!).
Da quel lontano 2018 ad oggi non è cambiato molto: sono solo passati tanti anni, io sono invecchiata, ma l’idea romantica dell’amore è rimasta tale.


2) Con "Maneggiami con cura" (edito nella Collana Nirvana di PubMe) e "Believe it" hai esplorato dinamiche molto intense. Come trovi l'equilibrio ideale tra la delicatezza dei sentimenti e i toni più sensuali, oscuri o tormentati dei tuoi personaggi?


Allora, devo essere sincera: io so scrivere solo d’amore. È una delle mie tante pecche, lo so, ma nei miei romanzi prevalgono il sentimento e le parti più o meno divertenti. Ora sto provando a cimentarmi in qualche piccola parte un po' più Hot, solo perché dicono che diano più brio alla storia e mi sforzo, giuro, e mi forzo pure a renderli un po' più sensuali… questo, però, non vuol dire che ci sia riuscita 😉Sta a voi scoprirlo.


3) Nella tua biografia ufficiale dici: "Sono di poche parole quando si tratta di me, ma nei miei romanzi troverete tutto quello che c'è da sapere". Qual è la verità più scomoda o intima su di te che hai nascosto tra le pagine di un tuo libro, sperando che un lettore attento la trovasse?

3)Nei miei libri, non l’ho mai nascosto, c’è molto di me. Diciamo che sono un libro aperto, rimanendo in tema. Non c’è niente di nascosto tra le pagine dei miei romanzi, ma anche ci fosse… spero che nessuno ci abbia mai fatto caso.

4) Scrivere d'amore significa anche esplorare il dolore della perdita o del rifiuto. C'è stata una scena particolarmente dolorosa da scrivere, legata a un tuo vissuto personale, che ti ha fatto piangere davanti alla tastiera?

4) Scrivere “Believe it”, il mio secondo libro, è stato veramente difficile. Più che una singola scena, è stata dura scrivere tutto il romanzo: rivivere quella storia d’amore minuto per minuto, riportare su un semplice foglio bianco i dialoghi e le parole che sono state dette realmente, chiudere gli occhi e rivedere il cielo, le stelle, il viso di Karim, rendersi conto che non hai mai dimenticato un minimo dettaglio, nemmeno il più insignificante dei particolari… Dopo tanti anni rivivere una storia d’amore ‘difficile’ sotto tanti punti di vista non è per niente facile, passi dal sorriso alle lacrime senza neanche rendertene conto.
Infine sono stata avvolta dalla tristezza quando, nel rileggere il finale «l’unica cosa inventata di tutta la storia», ho capito che sarebbe realmente potuta finire in quel modo con un po' di coraggio in più.


5) Il genere romance viene a volte catalogato superficialmente come "letteratura leggera". Quanto coraggio e quanta forza interiore servono, invece, per mettere a nudo le fragilità femminili e trasformarle in punti di forza nei tuoi testi?


5) Io trovo che il romance debba essere leggero e che questa parola sia usata erroneamente. Leggero non vuol dire superficiale, e chi lo reputa tale non credo si sia mai soffermato veramente tra le pagine di questi libri, colmi di parole che racchiudono in sé un sacco di emozioni, sentimenti, imprevisti e momenti di vita vera, come vero è che nello scrivere si mette a nudo il proprio cuore, regalandolo al lettore. La forza dei miei protagonisti sta nel non nascondere le proprie fragilità e nel saperle trasformare in un punto di forza.

6) Spesso gli scrittori salvano i lettori con le loro storie, ma a volte succede il contrario. C’è qualcosa che vorresti dire oggi, dal profondo del cuore, a chi ha scelto di camminare al tuo fianco in questo viaggio, leggendoti giorno dopo giorno?

6)Dopo averle lasciate andare, le storie prendono vita solo quando vengono attraversate dallo sguardo di chi le legge, di chi darà un volto, e perché no magari anche una voce, ai personaggi, rendendoli vivi e reali. Diventeranno parte integrante delle nostre vite, ci faranno sorride, piangere, urlare, arrabbiare e, soprattutto, ci mancheranno quando non abbiamo la possibilità di passare del tempo in loro compagnia.
Che voglio dire a chi mi segue? Solo che amo stare sdraiata sul divano, quindi con me correrete poco!
A parte gli scherzi, sento solo di dover ringraziare chi dà modo alle mie storie di prendere vita e di non smettere mai di sognare.
Grazie di cuore.

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