INTERVISTA A...NICOLA ROCCA

1= Sei uno degli autori self più costanti e seguiti in Italia, con il tuo marchio ENNEERRE. Quali sono i vantaggi e le sfide più grandi del camminare con le proprie gambe senza una grande casa editrice alle spalle?

Sicuramente la libertà è il vantaggio più grande. Libertà artistica e commerciale. Di contro, ovviamente, tutta questa libertà mi costringe ad occuparmi di tutto. E questo comporta una sfida enorme. In pratica, in questo caso la libertà è una lama a doppio taglio.


2= Come gestisci il rapporto diretto con la tua community di lettori? Quanto contano i loro feedback per la direzione delle tue saghe?

I miei lettori sono il bene più prezioso che ho. Senza di loro non avrei modo né motivo di fare ciò che faccio. Che senso ha scrivere storie se nessuno le legge? E se nessuno le apprezza?


3= Se dovessi consigliare un solo libro della tua bibliografia a chi non ti ha mai letto per fare "colpo sicuro", quale sceglieresti e perché?

Senza dubbio “La morte ha l’oro in bocca”, per svariati motivi: oltre a essere una storia potentissima e ben riuscita, è il mio primo romanzo adatto al grande pubblico. Scritto per il grande pubblico e non solo per una ristretta nicchia di persone. Inoltre, è il primo romanzo della serie del commissario Walker, che è quella che ha ottenuto più successo. Ultimo ma non ultimo, è il mio romanzo più venduto.



4= Le tue storie mantengono spesso un legame forte o delle sfumature ispirate alla tua terra d'origine (la bergamasca). Che ruolo gioca l'ambientazione nei tuoi thriller?

Nonostante io dia molta più importanza alla trama e ai personaggi, a un certo punto ho iniziato ad ambientare i miei romanzi nella mia terra d’origine: Bergamo, appunto. Da quel momento, non ho più smesso di farlo. Ambientare le mie storie nella mia città mi fa sentire a casa.


5= Con il romanzo Scomparsa hai raggiunto la finale del Premio Kindle Storyteller. Cosa ha significato per te questo traguardo e come ha risposto la tua community della Trilogia degli Inganni?

Rientrare tra i finalisti è stata per me un’emozione enorme. Come un sogno che si è realizzato. Nei primi 5 finalisti su circa 4000 autori. Incredibile! A volte, mi chiedo se sia successo davvero.
I miei lettori stanno apprezzando la Trilogia degli Inganni. Ora, molti di loro sono in attesa del terzo volume, che chiuderà l’intera vicenda. Forse 😉


6= Nei tuoi libri la tensione psicologica è sempre altissima. Qual è il segreto per gestire il ritmo della narrazione senza svelare troppo e mantenere il lettore incollato alla pagina?

Credo che non esista una ricetta segreta, ogni storia ne ha una diversa. Forse, bisogna prestare attenzione a dosare gli ingredienti. Dare al lettore un assaggio di tutto e lasciarlo con il desiderio di riceverne ancora.


7= Oggi molti autori emergenti guardano a te come a un modello di successo nell'auto-pubblicazione. Oltre a scrivere un buon libro, quali sono le tre competenze non letterarie (marketing, grafica, social) fondamentali per un autore indipendente?

Sono felice di sapere che qualche autore mi prenda come esempio. Non me ne ero mai accorto 🙃😆.
Ovviamente, oltre alla stesura di un buon libro, bisogna occuparsi di farlo arrivare sul comodino dei lettori. Quindi, serve un ottimo lavoro con i social, per mantenere i rapporti con loro. Delle campagne pubblicitarie studiate ad hoc e qualche lavoro di grafica per video e post promozionali. Oltre che per la realizzazione di una copertina di forte impatto.


8= Se la tua intera produzione letteraria dovesse essere riassunta con una sola parola chiave, quale sarebbe?


Psichedelica

9= Nei thriller il finale è tutto. Se tu fossi il lettore della tua stessa vita, quale sarebbe il finale perfetto per la tua carriera da scrittore?

Desidererei che il finale fossero dei libri che sopravvivano all’autore. Ovvero, una volta che io sarà passato a miglior vita, loro continueranno a essere letti dai lettori delle nuove generazioni. 
Tutto ciò ovviamente, dopo avermi fatto vivere grandi emozioni in vita. Ovvero: un numero sempre maggiore di lettori, vendite sempre in aumento e magari diversi contratti per trasposizioni cinematografiche su Netflix e Prime. Quest’ultimo sarebbe l’ennesimo sogno che si avvera.


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