INTERVISTA A... AURORA BALLARIN
1) Nei tuoi libri gli elementi magici o soprannaturali si intrecciano sempre a forti componenti emotive. Come riesci a mantenere un equilibrio perfetto tra l'azione fantastica e l'approfondimento psicologico dei personaggi?
R) Lo studio pre-stesura è indispensabile. Devi conoscere benissimo e studiare sia i tuoi personaggi (e quando dico benissimo intendo tanto da poter immaginare ogni loro azione/reazione) sia la storia. Questo è l'unico modo per capire come equilibrare tutti gli elementi.
È come un cocktail, ogni ingrediente va dosato con attenzione e non deve sovrastare l'altro.
2) Nel 2014 sei stata finalista a Casa Sanremo Writers. Cosa ha significato quel traguardo all'inizio del tuo percorso editoriale e come ha influito sulla tua crescita professionale?
R) Ricorderò per sempre quella chiamata. Ero entrata nel mondo editoriale da poco, in un periodo in cui il self publishing in Italia era ancora poco conosciuto. Prima di allora avevo partecipato solo a qualche piccolo concorso.
Ho inviato il mio primo romanzo a Casa Sanremo quasi per gioco. Ma quando sono stata chiamata, ho provato un mare di emozioni.
Il viaggio è stato un po’ complicato (problemi con alcune tratte in treno), ma le emozioni che ho provato quella sera non saprei descriverle.
Sicuramente quel premio mi ha aiutato tantissimo a farmi conoscere e mi ha dato una spinta eccezionale a livello emotivo. Ero determinata, volevo meritare che mi chiamassero scrittrice e volevo fare carriera in questo mondo.
Sicuramente quel sogno c'era già, ma Casa Sanremo e tutto ciò che ne è venuto dopo hanno aiutato tantissimo.
3) Se una piattaforma di streaming (come Netflix o Prime Video) decidesse di produrre una serie TV basata su una tua opera, quale sceglieresti e quali attori vedresti bene nei panni dei protagonisti?
R) Lo dico senza nemmeno pensarci: “Fino all'ultimo respiro”. Per tanti, tanti motivi che le persone a me più vicine ben conoscono.
Cast? Ecco, questo lo lascerei in mano a chi ne capisce più di me, ma sarei là a ogni casting. 🤣
4) Qual è la scena più dolorosa o difficile che hai dovuto tagliare o riscrivere completamente durante la fase di editing?
R) La più difficile da scrivere? Sicuramente il prologo di Venere. È stato un pugno allo stomaco. Rabbia e lacrime andavano di pari passo mentre scrivevo. E sì, ho dovuto riscriverla da zero più di una volta.
5) C'è un momento preciso in cui capisci che il libro è davvero pronto e che devi smettere di toccarlo, o continueresti a editare e cambiare frasi anche dopo la pubblicazione?
R) Sono un caso patologico. Sia prima della pubblicazione, sia durante, sia un mese dopo continuo a chiedermi se avrei potuto fare di meglio. Sono una persona estremamente autocritica e pretendo tantissimo da me stessa.
6) Rileggendo i tuoi primi lavori rispetto alle ultime pubblicazioni, qual è l'aspetto della tua scrittura in cui senti di essere cambiata o maturata di più?
R) Oddio, spero di essere migliorata sotto tutti gli aspetti! La mia scrittura è sicuramente molto emotiva. Amo trasmettere le sensazioni e i sentimenti.
Sicuramente sono migliorata sulla gestione dei POV e dello show don’t tell.
7) Senza fare troppi spoiler, puoi svelarci qualcosa sui tuoi progetti futuri? C'è un genere completamente nuovo in cui ti piacerebbe metterti alla prova?
R) A breve (poco dopo l'estate) tornerò a casa. Dopo anni di romance, un genere che amo visceralmente, pubblicherò un romantasy ad ambientazione storica. Tornare al fantasy dopo tanti anni è stato strano. Ho provato emozioni enormi, è stato come tornare alle primissime pubblicazioni. Amo questa storia e non vedo l'ora di farvela leggere.
Oltre a questo, sto lavorando a un Retelling in chiave romantasy e a due spin off (New Adult e Dark Romance) nati grazie ai lettori ❤.
Mi piacerebbe mettermi in gioco con un thriller puro o un giallo, ma non credo di essere ancora pronta. Chissà, magari un giorno…

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