INTERVISTA A...DESTINY SEVEN
1= Da dove è nata l’idea alla base di “Inevitabilmente tua”? C’è stato un evento o un’immagine specifica che ha dato il via alla storia?
“Inevitabilmente tua” è la versione unificata della storia che ho pubblicato precedentemente in forma di trilogia, con una casa editrice e con il titolo “Due vite”. Non ricordo esattamente il momento in cui ho avuto l’idea del primo libro della serie, probabilmente perché la storia è sempre stata dentro di me, doveva solo essere messa nero su bianco. Un giorno, ho iniziato per gioco e ho scritto qualche dialogo. Nei giorni successivi ho aggiunto alcuni dettagli, poi delle riflessioni, poi alcuni pensieri personali e senza neanche accorgermene, il libro era pronto. Quando stavo per pubblicarlo, ho sentito il bisogno di non fermarmi lì. In quel caso, la storia non era dentro di me fin dall’inizio ma, non so come, si è plasmata in maniera naturale. Così ho pubblicato, sempre nello stesso anno, il secondo e il terzo libro della serie. Poi ho deciso di ripubblicare in self tutta la storia, in un unico volume, e ho dato vita a ”Inevitabilmente tua”.
2= In alcune passate riflessioni è emerso come questa storia fosse “sempre stata dentro di te”. Come si riesce a mantenere questo livello di autenticità emotiva pagina dopo pagina?
Non lo so, ma spero di esserci riuscita! Nella prima parte del mio libro, il punto di vista resta sempre quello di Lory, la mia protagonista femminile. In quella parte è stato più facile mantenere l’autenticità emotiva, perché riuscivo a calarmi nei panni di Lory con facilità. Più difficile è stato cercare di esprimere le emozioni dei protagonisti maschili. Ho fatto appello a tutta l’empatia che avevo, per immedesimarmi in Alex e Mark, e poi ho cercato di trovare le parole giuste per trasmettere i loro sentimenti.
3= Puoi anticiparci qualcosa sui tuoi prossimi progetti editoriali? Rimarrai legata alle dinamiche del romance o ti piacerebbe esplorare nuovi generi?
Ogni tanto mi è balenata in testa l’idea di raccontare la storia iniziale di Mark e Lory, quando erano giovani e hanno piano piano costruito questo forte legame che è rimasto nel tempo. Però non credo che lo farò! Non penso di scrivere altro. Come ho detto sopra, ho iniziato per gioco perché avevo questa storia dentro e l’ho trasformata in un romanzo, ma non riesco a immaginare me stessa nei panni di scrittrice di romanzi.
4=La storia di Lory e Mark si sviluppa attraverso capitoli intensi (come “Due Vite 3”). Avevi previsto fin dall’inizio questa evoluzione temporale così estesa o i personaggi hanno richiesto più spazio per esprimere i loro conflitti interni durante la stesura?
Nella mia testa, inizialmente la storia si chiudeva con il capitolo 17, che corrisponde appunto all’ultimo capitolo del primo libro in versione trilogia. Poi improvvisamente ho iniziato a pensare al seguito, e giorno dopo giorno mi sono ritrovata con parecchie pagine e tante emozioni dentro, e ho deciso di non fermarmi lì.
5= Una delle caratteristiche più apprezzate dai tuoi lettori è la delicatezza e la sensibilità emotiva nel trattare i rimpianti. Qual è il segreto per mantenere alta la tensione romantica in una trama dove i protagonisti passano così tanto tempo distanti o divisi da barriere familiari?
Credo che la risposta sia nel Destino, che vede Mark e Lory di nuovo uniti, e nel suo continuo braccio di ferro con il “folletto dispettoso”, che invece li vuole tenere lontani. C’è riuscito per anni e il Destino sembrava ormai aver gettato la spugna. Eppure, nonostante il tempo, la distanza e le loro vite piene di soddisfazioni, Mark e Lory si fanno spesso delle domande relative al primo amore. Il rimpianto è un dolore interiore che nasce quando ci fermiamo a pensare a ciò che abbiamo e lo confrontiamo con ciò che avremmo potuto avere. Non significa necessariamente che siamo scontenti di come siano andate le cose e che non siamo felici. Ci chiediamo solo se una scelta diversa ci avrebbe portato a un presente alternativo e inevitabilmente ci chiediamo come sarebbe stato. E quando Mark e Lory sono travolti da questi rimpianti, il Destino ritrova di nuovo la forza e riesce a tenere testa al “folletto”.
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