“I FANTASMI DELL’ISOLA” DI J.GRISHAM
Questo è il terzo e ultimo libro della saga di Camino Island e si incentra sulla vita di una donna, Lovely Jackson, e dei suoi antenati vissuti a Dark Isle (Isola scura), un luogo selvaggio e quasi incontaminato dalla mano dell’uomo.
Premesso che è stata la storia meno attraente della trilogia, ho deciso di leggerla ugualmente per il rispetto che ho verso il lavoro degli scrittori; inoltre, essendo affezionata a John Grisham, mi dispiaceva lasciarla a metà.
Dark Isle viene monitorata da un gruppo di investitori per la realizzazione di casinò, hotel e ristoranti. Soltanto che per realizzare un complesso turistico servono sopralluoghi e studi del territorio, ma succedono eventi inspiegabili a chiunque desideri saccheggiare quest’isola.
Ad esempio: telefoni cellulari e radar che smettono di funzionare appena si varca la foresta, scienziati che, dopo aver analizzato l’ambiente circostante, rientrano a casa con malattie strane, o animali allo stato brado che sbucano senza preavviso incutendo terrore.
In poche parole, chi tenta di mettere anche solo un mattone sulla sabbia subirà bruttissime conseguenze.
Camino Island è poco lontana da Dark Isle e Bruce Cable (il libraio di Bay Books) intende aiutare Lovely a proteggere questo luogo da magnati senza scrupoli.
La convince così a scrivere la storia della sua famiglia, rapita a suo tempo dai coloni americani, attraverso Mercer Mann (la sua vecchia amica scrittrice e investigatrice).
Lovely, tramite questo manoscritto, dovrà dimostrare di essere veramente l’unica proprietaria ed erede di questo luogo infestato da "fantasmi"; se così non fosse, l'isola diventerà oggetto di speculazioni edilizie.Nei primi capitoli c’è un lungo prologo sui genitori di Lovely, appesantito da descrizioni crude sulla schiavitù, che risulta più simile a un documentario anziché a un racconto.
Viene poi introdotta tutta la parte legale per tutelare l’isola da persone poco raccomandabili e l'azione passa in mano agli avvocati delle due parti in causa, ma il ritmo dell’intreccio resta sempre un po' piatto.
Valutazione: ⭐⭐⭐
Una lettura discreta che però non mi ha convinto: è troppo slegata dai due volumi precedenti, dove il punto cardine delle storie era basato su una struttura ben precisa: antefatto, piano per smascherare i colpevoli ed epilogo.
Recensione a cura di Tiziana Luppi

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