INTERVISTA A... VALENTINA BLOOM

 1= Senza fare troppi spoiler, quali sono i tuoi progetti futuri nel mondo della scrittura dopo il lancio di "Petali e malto"?


Ogni volta che finisco un libro mi prometto sempre la stessa cosa: “Adesso mi fermo, mi riposo un po’, vediamo come va…”.

Il problema è che la mia testa non sa stare ferma troppo a lungo. Dopo pochi giorni ricomincio già a prendere appunti, immaginare scene e costruire personaggi.

Il prossimo progetto sarà un romantasy, che è il genere che amo di più leggere e sognare.

Ho già preparato gran parte della trama e non vedo l’ora di immergermi in questo nuovo mondo.


2= Qual è stata la sfida più grande che hai dovuto affrontare durante la stesura dei tuoi romanzi e come l'hai superata?


La mia sfida più grande è stata imparare a “fermarmi” dentro le emozioni.

Sono sempre stata fin dai tempi della scuola una persona molto sintetica, quasi troppo: avevo mille immagini e concetti in testa, ma tendevo a raccontarli in modo veloce, essenziale.

Con la scrittura ho dovuto imparare a rallentare, a dare spazio alle sensazioni, ai dettagli, ai silenzi tra i personaggi. È un percorso importante, perché mi sta insegnando che le emozioni hanno bisogno di respirare sulla pagina per arrivare davvero a chi legge.



3= Il tuo nuovo romanzo si intitola "Petali e malto": come è nata l'ispirazione per questa storia e cosa unisce questi due elementi così contrastanti nel titolo?


Petali e Malto nasce dall’unione di tante cose che amo: l’atmosfera dei Caraibi, il mondo delle erbe officinali, gli uomini belli e indecifrabili e il contrasto tra natura e modernità.

Volevo creare una storia che avesse il profumo della terra, dei fiori, del lago e delle radici, ma allo stesso tempo parlare di temi molto attuali: identità, immagine, ambizione e bisogno di autenticità.

Anche il titolo riflette questo contrasto: la delicatezza dei petali e il carattere intenso del malto, due elementi opposti che, insieme, raccontano perfettamente l’anima dei protagonisti.



4= Quando stacchi dal computer e la mente smette di inventare storie, qual è il rifugio, l'oggetto o il piccolo rito quotidiano che ti riporta con i piedi per terra e ti fa sentire semplicemente "a casa"?


Cinema, serie TV, natura e aperitivi sono i miei punti deboli. Se mi cercate dopo una giornata di lavoro, probabilmente mi troverete sul divano o davanti a uno spritz in buona compagnia. Le passeggiate al mattino mi aiutano a rimettere ordine nei pensieri, mentre la sera il mio posto felice è a casa, con il mio compagno, un comfort movie acceso e le coccole dei nostri gatti.


5= Nei tuoi libri parli di fiori, petali, acciaio e malto. Se dovessi usare gli elementi della natura o della vita per descrivere la tua personalità, come ti racconteresti? Parlaci un po' di te e di quali sono i 'petali' e le 'spine' che ti rendono ciò che sei oggi.



Crescendo mi sono resa conto di sentirmi spesso diversa dagli altri, ma col tempo ho capito che non è qualcosa da nascondere. Anzi, credo sia una delle cose più belle che possiamo conservare di noi stessi.

Mi sento molto distante dalle mentalità chiuse, dall’odio gratuito e da tutto ciò che spegne la sensibilità delle persone. Io, invece, sono estremamente sensibile: a volte è una fragilità, altre una forza enorme.

I miei “petali” sono sicuramente l’empatia, l’ottimismo e la capacità di emozionarmi per le cose semplici.

Le mie “spine” sono l’orgoglio e il fatto che sento tutto in modo molto intenso. Però ho imparato che anche le spine servono: proteggono ciò c

he abbiamo di più delicato.







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