INTERVISTA A...IRENE PISTOLATO
1= Nei tuoi libri (come LOVE Line) affronti spesso le insicurezze e la paura di non essere abbastanza. Quanto c'è di personale in questi temi?
Diciamo che qualcosa di personale c'è sempre. Anch'io come Joel ho avuto
insicurezze sul mio corpo (ancora adesso), ma poi ho trovato la persona
giusta che mi vedeva davvero e ho smesso di farmi troppi problemi. A
quanto pare per qualcuno ero abbastanza, così com'è successo a Joel
quando ha incontrato Nick.
2= In Italia il genere M/M è cresciuto tantissimo negli ultimi anni, soprattutto grazie al self-publishing. Secondo te, qual è il segreto di questo enorme successo editoriale?
Secondo me non si cerca necessariamente una storia LGBTQ+, ma una bella
storia d'amore. Se i personaggi funzionano, se c'è tensione romantica,
crescita emotiva e chimica, il genere supera facilmente l'etichetta
"M/M". In sostanza ha saputo offrire storie romantiche intense e
coinvolgenti a un pubblico che cercava qualcosa di diverso dal romance
tradizionale, e il self-publishing ha permesso a quelle storie di
raggiungere finalmente i lettori.
3= Come gestisci il bilanciamento tra la componente puramente romantica e quella più passionale o hot nelle tue storie M/M?
Cerco sempre di inserire scene più passionali nei momenti opportuni e
non esagero mai perché è facile finire nel troppo hot. Preferisco le
storie pregne di romanticismo con qualche spruzzo di passione qua e là,
cercando di rendere la storia il più naturale possibile. Spesso le scene
più passionali sono anche le più difficilli da scrivere per me.
4= Quando scrivi di personaggi feriti, come in Insegnami ad amarti o Love Line, ti capita mai di dover metabolizzare il loro dolore prima di riuscire a scriverlo, o usi la scrittura proprio per curare una tua ferita passata?
Per fortuna non devo curare ferite passate, non ho mai provato il dolore
dei miei personaggi. Cerco di entrare nelle loro teste, renderli
credibili e far mio il loro dolore il tempo necessario per raccontare la
loro storia.
5= Se potessi fare una chiacchierata con la Irene del passato, quella che non aveva ancora pubblicato il suo primo romanzo M/M, quale consiglio le daresti per superare i dubbi o i pregiudizi?
Le direi di scrivere quello che le suggerisce il cuore. Ho sempre amato
le storie romantiche e "dolciose", come le chiamo io, e ho voluto
provare un genere che avevo scoperto da poco. Mi sono talmente
innamorata dell'M/M che non sono più riuscita a smettere. Quindi direi
alla me del passato di continuare a essere coraggiosa e di non smettere
mai di scrivere ciò di
cui ha veramente bisogno per sentirsi bene.

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