Le spine che ho chiamato amore – Tiziana Bellini
Le spine che ho chiamato amore di Tiziana Bellini mi è piaciuto davvero tanto, soprattutto per il modo in cui racconta una vita attraverso i ricordi e i pensieri della protagonista, Ester, fin dalla sua infanzia.
Non è un romanzo fatto di grandi avvenimenti o colpi di scena, ma una storia che prende forma attraverso episodi quotidiani e riflessioni che raccontano una realtà in cui le differenze tra uomini e donne erano considerate del tutto normali. Le donne si occupavano della casa e della famiglia, mentre gli uomini erano spesso esonerati da queste responsabilità. E poi c'erano i tradimenti, ben risaputi dalle mogli e accettati senza fiatare, come se tacere fosse parte del ruolo che la società aveva assegnato loro.
Per certi versi, leggendo questo libro, mi è tornato in mente uno dei miei film preferiti, ovvero C'è ancora domani. Ho ritrovato quella stessa attenzione alla condizione femminile, alle ingiustizie quotidiane e a una mentalità che per tanto tempo ha fatto apparire normali situazioni che normali non erano affatto.
È proprio questo aspetto che mi ha colpita: attraverso i pensieri e i ricordi di Ester emergono consuetudini, silenzi e modi di vivere che raccontano molto più di quanto possa sembrare a prima vista.
Ho apprezzato molto questa lettura e mi piacerebbe leggere altri libri della stessa autrice.
Mi ha portata a riflettere su quanto sia importante imparare a riconoscere ciò che ci ferisce, senza giustificarlo o confonderlo con un sentimento che dovrebbe farci stare bene.
Perché non è mai troppo tardi per capire che la violenza non è mai amore, e che nessuna donna, per amore o per delle convenzioni sociali, dovrebbe sentirsi obbligata a sopportare, tacere o rinunciare a sé stessa.
Un libro che consiglio volentieri, perché affronta temi importanti e ci ricorda quanto sia necessario continuare a parlarne, anche attraverso storie semplici e pensieri che attraversano una vita intera.
Valutazione: ⭐⭐⭐⭐⭐
Recensione a cura di: Elisabetta Noce.
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