La IX tavola di Kussar di P.L. Fugokama
La IX tavola di Kussar è veramente un libro molto interessante. Ambientato in Anatolia, racconta del ritrovamento di nove tavole che vanno decifrate.
Per questo difficile compito, viene scelta una docente universitaria e archeologa, Leta Varnai. La sua giovane età porta studenti e colleghi a trattarla come una studentessa, ma in realtà è una donna molto decisa e che sa il fatto suo.
Devo dire che in alcuni passaggi del libro si rischia di perdere un po' la bussola, ma niente di drammatico.
Mi è piaciuta molto la determinazione della protagonista, in un mondo prettamente maschile.
Il mistero per la decifrazione di questa tavola ti porta fino all'ultima pagina e ti tiene con il fiato sospeso.
Questo thriller è molto particolare perché intreccia più temi e più generi. C'è del mistero, dell’analisi linguistica e la visione di scenari apocalittici per il nostro pianeta.
Dimostra anche come la curiosità per l’ignoto attiri da sempre il genere umano; dopo la decifrazione di ben otto tavole, all’opinione pubblica interessa solo il contenuto della IX tavola, perché essa è intraducibile.
Questo romanzo ci ricorda anche che in un mondo dominato dall’intelligenza artificiale, non dobbiamo mai dimenticare le nostre radici.
Come osserva giustamente Leta rispondendo alla domanda di un giornalista: “le lingue indoeuropee non sono lingue morte. Le loro radici sono invisibili, ma continuano a vivere attraverso le nostre parole, i nostri pensieri e persino i nostri sogni” (pp. 20-21).
Devo ammettere che il finale mi ha spiazzata in senso positivo e sarei curiosa di leggere altre opere di questo autore.
Valutazione: ⭐⭐⭐⭐⭐
Recensione a cura di Elisabetta Noce.
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