INTERVISTA A..MONIA SHELDY

1: Nelle tue opere ti muovi tra il romance contemporaneo della Serie del caffè e i toni decisamente più dark e criminali della serie Thunder Demons. Come riesci a calarti in atmosfere così diverse?

Non è sempre semplice, perché sono atmosfere molto diverse, ma credo che scrivere significhi anche mettersi alla prova. Mi piace sperimentare, uscire dalla mia zona di comfort e provare generi differenti, perché non vorrei mai sentirmi statica nella scrittura. Devo ammettere che, proprio sperimentando, ho scoperto di avere una maggiore affinità con il dark, con i personaggi complessi e le emozioni più intense. Ma non voglio rinunciare a esplorare strade diverse: in fondo, ogni storia è anche un modo per scoprire qualcosa di nuovo di me come autrice.

2: Libri come STRIKE - Pain & Thunder contengono tematiche forti, criminalità e violenza. Come trovi il giusto equilibrio tra il realismo della storia e la sensibilità dei lettori?


Anche in questo caso non è semplice, soprattutto quando si affrontano temi delicati, e proprio per questo cerco di trattarli sempre con grande attenzione e sensibilità. Purtroppo il mondo reale ci mette davanti a situazioni difficili, anche molto dure, e credo si possano raccontare senza necessariamente edulcorarle. Quello che mi interessa, però, non è soffermarmi sulla violenza in sé, ma su ciò che viene dopo: la capacità di rialzarsi, di ricostruirsi e di rinascere. Anche nelle mie storie più dark cerco sempre di lasciare spazio alla delicatezza e, soprattutto, alla speranza.

3: Come si concilia la Monia di tutti i giorni con l'autrice di romance così intensi e passionali? C'è un momento preciso della giornata in cui "stacchi" la realtà per entrare nei tuoi mondi?

Con grande caos e una buona dose di disorganizzazione. Non ho un momento preciso della giornata in cui stacco dalla realtà ed entro nei miei mondi, anche se mi piacerebbe poter dire il contrario. Tra lavoro, famiglia, cagnolino e vita quotidiana, cerco di ritagliarmi degli spazi da dedicare alla scrittura, ma non sono mai prestabiliti. In realtà, quasi nessuno sa che scrivo: non lo sanno le mie colleghe e nemmeno gran parte della mia famiglia, a parte mio marito e mio figlio. Quindi, è un po’ come vivere due realtà parallele: quella di tutti i giorni e quella in cui posso perdermi nelle mie storie e nei miei personaggi.

4: Molti tuoi libri parlano di dolore, rinascita e cicatrici. C'è stato un romanzo in particolare che ha aiutato te, a livello personale, a superare un momento difficile?

In realtà, per me la scrittura è già di per sé terapeutica. Sono una persona tendenzialmente fobica e nella scrittura ho trovato il mio piccolo angolo di pace, un posto in cui riesco a staccare dal resto. Lascio qualcosa di me in ogni libro, ma se dovessi sceglierne uno direi Despite All. Al momento non è disponibile perché ne ho ripreso i diritti in vista di una nuova pubblicazione. È un libro a cui tengo particolarmente perché, soprattutto nella prima parte, affronta il disagio giovanile, qualcosa che ho vissuto da vicino come mamma, attraverso mio figlio. Inevitabilmente, in quelle pagine sono finite molte delle mie paure, ma anche la speranza che, persino nei momenti più difficili, si possa trovare una strada per rinascere.

5: Scrivi con la musica o preferisci il silenzio assoluto? Se dovessi scegliere una sola canzone per descrivere la tua personalità oggi, quale sarebbe?

La musica mi aiuta molto e, quando posso, scrivo ascoltandola. Il problema è che spesso scrivo quando il resto della casa dorme e, tra cuffie, spinotti e tutto il resto, faccio prima a scrivere in silenzio. Quando arriva l’ispirazione, poi, uso persino le Notes del cellulare, quindi diciamo che la mia organizzazione lascia parecchio spazio all’improvvisazione.
La canzone? Questa è difficilissima… che ve possino! Sono una specie di asociale travestita da empatica: sembro allegra, sono socievole e pare che risulti anche simpatica, ma in realtà sto benissimo nel mio piccolo mondo e non impazzisco per cene, eventi e vita mondana. Quindi mica lo so se esiste una canzone capace di racchiudere tutto ’sto caos mentale!

6: Se potessi tornare indietro nel tempo e parlare alla Monia prima del debutto su Amazon, cosa le diresti per rassicurarla?

Le direi di buttarsi nella mischia prima e di avere un po’ più di coraggio. Leggo da sempre e per anni ho avuto il pallino di provare a scrivere un libro, ma tra paure, insicurezze e mille pensieri ho continuato a rimandare. Se avessi iniziato prima, forse avrei incontrato un mondo editoriale diverso. Ma non è un rimpianto: per me va benissimo così. Ho avuto molte più soddisfazioni di quante avrei mai immaginato quando ho iniziato. Forse le direi semplicemente: smettila di farti tutte queste paranoie e provaci. Male che vada, avrai fatto qualcosa che desideravi fare da anni.

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