Scacco al duca di Rossella D'Arcy.
Il titolo invita già il lettore ad assaporare le pagine di questa finzione, una finzione estremamente vera: “scacco” al duca.
Siamo nel 1812, in un’ambientazione che richiama il quotidiano di una delle amatissime serie televisive di Netflix: tre donne compaiono quasi istantaneamente “di fronte alla telecamera”, ovvero Lady Ashcombe e la figlia Evelina (una delle due), nonché la cameriera personale della prima.
Quante volte un farfallino ha portato la salvezza nello scompiglio, pur generando null’altro che pessimismo agli occhi dell’interlocutore fin dall’inizio del proprio arrivo?
A volte, il Deus ex machina si manifesta laddove non si penserebbe di trovare alcunché di buono…
Forse non in questo libro.
«Evander potrebbe nutrire un interesse per lei, E, per quanto mio nipote non sia sempre… affidabile, forse non sarebbe una cattiva idea…» (p. 79)
Un interessante partito, esteticamente, ma le madri vogliono il meglio per le proprie figlie, sogliono preferire l’uomo tenero, affettuoso, che dia sicurezza e che trascuri spesso l’apparenza ma mai la sostanza. Per alcune, il massimo a cui aspirare; per altre, una noia mortale. E così plateale, un matrimonio, nella società ottocentesca, era diventato:
«Aveva deciso di fare le cose in grande. Londra intera avrebbe parlato della sua futura sposa». Chi? Chi era a sposarsi? (p. 150)
«Naturalmente, senza trascurare i vostri nuovi doveri. Siete una marchesa, ora. Grazie alla mia influenza». (p. 213)
Ma sta’ attento a quello che dici, accennerei come minimo a quello… E poi, il finale… Vi lascio immaginare…
Quando la narrazione sembrerebbe giungere al massimo della prevedibilità, zac…
Valutazione: :⭐ ⭐ ⭐ ⭐ ⭐
Spicy 🔥🔥🔥
Recensione a cura di Christian Cambone ( @CHCKRISISAWRITER ).
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