INTERVISTA A...PAOLA GIANINETTO


1= Nei tuoi libri (come No Mercy o Love Match) tratti spesso passioni intense e dinamiche forti, come il contrasto tra "opposti che si attraggono" o il mondo dello sport. Come costruisci la chimica tra i tuoi protagonisti?

Nella mia carriera ho spaziato tra i generi più diversi: dal romance fantasy (il “vecchio” paranormal romance) al contemporaneo allo sport romance, e ho scritto persino un romance storico. Questo perché, a mio parere, comunque lo declini, l’amore è sempre l’amore. Che sia un vampiro, un pirata, un miliardario, un marchese o un campione dello sport, il Principe Azzurro che tutte sogniamo fin da bambine rimane lo stesso. È un archetipo, come i personaggi delle fiabe.
Che le idee sulle storie vengano da sole o che si ispirino ad altri libri, a film o a serie televisive, tutto dipende da come l’autrice le racconta, da quella cifra stilistica che è sua e solo sua. Questo è il filo conduttore che lega tutti i miei romanzi: la mia personale sensibilità, il mio modo di esprimere le emozioni, di raccontare la passione e la nascita di un grande amore.
D’altra parte, ogni storia è a sé e i protagonisti sono tutti diversi tra loro: questo succede quando i personaggi diventano persone, hanno un loro carattere, un loro background, un’anima unicamente loro. Ed è in base a questo che nasce la “chimica” tra i miei protagonisti. Sono loro a guidarmi, a suggerirmi quando spingere e quando frenare, a dirmi quello che sono disposti a dare e a prendere, e con quali tempi.

2= Quanto studio e quanta ricerca ci sono dietro la descrizione di mondi specifici, come quello del calcio o delle arti marziali miste?

È uno studio “matto e disperatissimo”! 😊 Scherzi a parte, per costruire una buona storia devi calarti completamente nel mondo che vuoi raccontare e questo significa prendersi tutto il tempo necessario, senza mai improvvisare.
Prima di iniziare a scrivere la mia ultima serie, una trilogia sport romance sulle MMA, ho guardato online un sacco di incontri di Arti Marziali Miste, ho visto serie TV e film sull’argomento, ho letto libri ambientati in quel mondo. E poi, scrivendo, ho curato moltissimo le scene di match e allenamenti, con un’attenzione ossessiva all’ambientazione, ai termini tecnici, alle dinamiche che regolano quella disciplina sportiva, da come è impostato l’UFC alle regole su cui si basano gli incontri. Una volta avrei passato mesi a spulciare il web, ora, con la AI, è diventato un po’ più semplice, ma non bisogna mai commettere l’errore di fidarsi troppo: tutto va controllato, verificato, adattato.
La veridicità è la prima regola, per riuscire a trascinare le lettrici nella storia come se la stessero vivendo in prima persona.

3= Hai sperimentato sia la pubblicazione indipendente che quella con grandi editori. Quali sono i vantaggi e le sfide principali di entrambi i mondi secondo la tua esperienza?

Come per tutte le cose, ci sono pro e contro in entrambe le esperienze.
Il self publishing ti dà il controllo totale: dalle prime idee, alla scrittura, alla pubblicazione, fino ad arrivare alla promozione. Per contro, richiede un impegno enorme. A differenza di quanto molti pensano, la qualità di un romanzo edito in self è spesso persino superiore a quella dei libri pubblicati dalle case editrici, e questo perché noi self publisher “serie” ci dedichiamo a ogni libro con tutte noi stesse: per noi non è un numero, ma la nostra “creatura”.
Però sono contenta di avere pubblicato anche con casa editrice, è stata un’esperienza diversa ma comunque molto gratificante. Il problema è che siamo davvero tanti e non è umanamente possibile che le CE dedichino a ogni libro pubblicato l’attenzione che sarebbe necessaria a dargli tutte le possibilità che merita. In ogni caso, non rinnego nulla e per il futuro rimango aperta a ogni possibilità: mai dire mai.

4= Il genere romance in Italia sta vivendo un momento di enorme successo. Quale consiglio daresti a chi vuole iniziare a scrivere e pubblicare la sua prima storia d'amore?

Primo: chiediti se sei davvero in grado di offrire ai lettori un romanzo di qualità. Può capitare – e lo capisco benissimo – che si faccia confusione tra il desiderio di trasmettere tutte le storie meravigliose che ci raccontiamo “dentro” e la reale capacità di metterle nero su bianco, perché anche gli altri possano goderne. Essere lettrice, per quanto appassionata ed esperta del genere, non significa necessariamente poter essere anche scrittrice.
Secondo: non metterti a scrivere buttando giù idee a caso, perché con novanta probabilità su cento (o anche di più) rischi di combinare pasticci. Siediti con calma e inizia a costruire la tua storia: l’ambientazione, i protagonisti, le loro caratteristiche fisiche e caratteriali e i loro background. Qual è la loro storia, da dove parti e dove vuoi arrivare. Io, prima di iniziare a scrivere, faccio una scaletta dettagliata, scena per scena. Poi non è detto che debba per forza seguirla alla lettera, può capitare che la storia in certi punti prenda un’altra direzione, ma è molto utile per rimanere sul pezzo.
Terzo: sogna in grande, ma non aspettarti nulla. Ogni autrice esordiente sogna di vedere i propri libri in libreria, ma purtroppo succede molto di rado e, anche quando accade, questo non significa affatto essere “arrivata”. Scrivi innanzitutto perché scrivere ti rende felice, impegnati a farlo al meglio delle tue possibilità e poi vedi come va. Se non diventi “famosa”, non arrenderti: ricordati sempre che stai facendo qualcosa che ami, e già solo questo è impagabile.

5= Cosa dobbiamo aspettarci nei primi mesi? Puoi lasciarci qualche piccolo indizio o spoiler sul tuo prossimo progetto editoriale?

Al momento sono impegnata a scrivere il terzo libro della mia trilogia sport romance “Warriors MMA”, e lo sto adorando. Non so ancora darvi una data, ma la mia speranza è riuscire a farlo uscire entro fine anno… contrattempi permettendo.
Dopo… forse per la prima volta in vita mia, non lo so.
Ho sempre avuto molte più idee che tempo per scriverle, i romanzi mi uscivano dalla penna uno dopo l’altro e già altri due o tre erano in attesa del loro turno. Adesso non è che non abbia idee – quello mai – ma ancora non ho deciso quale di queste diventerà il mio prossimo progetto, o se addirittura sceglierò di dedicarmi a qualcosa a cui ancora non ho nemmeno pensato. Voglio rifletterci con molta calma. È una situazione inusuale per me, ma non mi spaventa, anzi: magari sarà la nascita di qualcosa di grande! 😊




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