Il Barone che non amava le Rose di Rossella D’Arcy

 “Che non amava le rose”, ma chi? A chi si riferisce?
 Dopo il titolo “Scacco al duca”, torna Rossella D’Arcy con “Il Barone che non amava le Rose”, per riportarci nuovamente nel mondo dell’Ottocento pre-vittoriano. 

Direttamente dal prologo: Aprile, 1813.

 Il cielo del Derbyshire, plumbeo e opprimente, flagellava le brughiere con una pioggia fitta.
 Mentre all’esterno il vento ululava […] Alistair Gracefield indugiava davanti alle fiamme con le mani intrecciate dietro la schiena (pag. 5). 


Che questo prologo contenga nuovi invasori, un nuovo invasore, non è altro che indubbio.
 Cade la neve ogni volta che lo si incontri, a pochi centimetri dal pavimento o con lo sguardo rivolto al soffitto. Sempre così freddo e calcolatore, un uomo che nulla di buono vede accanto a sé, «l’espressione di chi non tollera disordine» (pag. 50). 

Eppure, malandrino il destino o ancor più mascalzone il cuore della famiglia? 
In un’epoca in cui la donna non era concepita se non come un elemento d’arredo, ancor più terribile era il trattamento riservato alle donne da parte di altre donne, quelle del proprio nucleo famigliare. 


«Se desiderate conoscermi davvero, Miss Cecily, dovrete abbandonare la ritrosia e concedermi la vostra compagnia» (pag 86). 


A volte, anche nel peggiore dei casi, la vita riserva grandi sorprese: forse basterebbe solo rivolgere un guardo bonario – quand’anche il nostro mondo suggerisse di adottare un altro comportamento, muro contro muro –


.« «Mia cara moglie, mi auguro saprete comportarvi». […] Quando si voltò, incontrò i suoi occhi stretti su di lei: fermi, primi di calore. […]» (pag. 159).

 L’obbligata devozione femminile nei confronti del marito si fa sentire in ogni dove, in ogni momento di vita coniugale trascorsa. 
Quante vite spezzate, quanti desideri e sogni d’amore infranti… Per cosa, poi? 


E poi la fuga, per correre incontro all’Amore e abbracciarlo per sempre, stringerlo forte, clandestino e birichino come lepidotteri nell’aria di maggio… 

«È proprio avvenente, il mio Barone» (pag. 221).


 Valutazione: ⭐ ⭐ ⭐ ⭐ ⭐ 
Spicy: 🔥🔥🔥🔥
Recensione a cura di Christian Cambone 


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