INTERVISTA A... MADDALENA TIBLISSI
Buongiorno redazione di “Un thè tra pagine & pellicole”, e grazie a voi per l’intervista.
1) Amori e intrighi alla corte di Nabucodonosor II: In questo romanzo metti in luce la nostalgia di casa della principessa Amytis. Come hai lavorato sulla psicologia di questo personaggio storico per renderlo così vicino alla sensibilità moderna?
Sempre, quando mi accingo a scrivere un romanzo storico, la ricerca è per me qualcosa di fondamentale. In questo caso mi sono trovata di fronte a una sfida affascinante: sulla figura di Amytis le fonti storiche sono inesistenti, tranne il fatto che fosse una principessa del regno dei Medi, figlia del re Ciassare, alleato dei babilonesi, e sposa di Nabucodonosor II.
Mi interessava indagare questa zona d’ombra che sostava sulla sua figura e ho riflettuto su un dato storico straordinario: se Nabuconosor II fece erigere per lei i famosi Giardini Pensili, una delle sette meraviglie del mondo antico, tra loro ci doveva essere un profondo amore.
Ho così creato una Amytis che da un lato sente tutto il peso politico dell’appartenenza a un regno potente, dall’altro una donna sensibile e legata alla natura e al verde montagnoso di Ecbatana, la sua città.
Credo che sia questa dualità tra dovere pubblico e intimo a renderla vicina alla sensibilità contemporanea.
2) In testi come Il sentiero della strega e Nefertiti. La principessa dei Mitanni emergono forti figure femminili: cosa ti affascina di queste donne sospese tra mito e realtà?
In realtà, quando ho scritto Nefertiti, la principessa dei Mitanni, e Amori e intrighi alla corte di Nabucodonosor II, la mia priorità era restituire voce e dignità al potere delle donne nella storia, troppo spesso ridotto a un ruolo marginale o subordinato all’uomo. Basti pensare che la rivoluzione teologico/religiosa e politica del faraone Akhenaton (Amenothep IV) viene attribuita quasi sempre solo a lui, mentre Nefertiti fu la sua alleata più fedele in tutto e per tutto: fu così politicamente e socialmente potente che Akhenaton la fece scolpire nell’atto di punire i nemici; un’iconografia che, fino ad allora, era riservata soltanto ai faraoni. Dopo le figure di queste due donne avevo in mente di scrivere una trilogia sull’antichità, ma poi il mio percorso ha preso altre strade. Tuttavia, questo legame non si è mai spezzato: anche in pittura dipingo da sempre le donne per lo stesso identico motivo. Scrittura e pittura, per me, sono unite da questo identico filo conduttore: rivelare il mistero, la forza e l’interiorità del femminile attraverso i secoli.
3) Quale consiglio daresti a un giovane scrittore o scrittrice che vuole cimentarsi per la prima volta con il genere del giallo biografico o storico?
Di dedicarsi prima di tutto a una ricerca storica e biografica seria, profonda e documentata. È poi fondamentale comprendere a fondo le regole della società di cui si vuole parlare, per evitare di cadere in facili anacronismi. In ogni caso, bisogna sempre rispettare le regole che fissano il patto di lealtà tra lo scrittore e il lettore. La tensione narrativa e l’indagine psicologica devono muoversi in perfetto equilibrio con il contesto storico narrato, affinché chi legge si senta totalmente immerso in un’indagine autentica.
4) Intrigo a Istanbul: Istanbul è una città cerniera tra Oriente e Occidente. In che modo questa specifica atmosfera geopolitica ha influenzato la struttura della tua spy story?
Istanbul è una città che ho nel cuore. Ho avuto l’occasione di viverci per tre mesi proprio quando, nel 2013, c’erano le storiche proteste per il Gezi Park. Ricordo che in quel periodo in Italia non si sapeva quasi nulla di ciò che stava accadendo. Io ho vissuto in prima persona le sommosse e le dure reazioni della polizia, narrati nel romanzo. L’urgenza di testimoniare un momento così particolare e allo stesso tempo così vivo, mi ha dato la spinta per documentare ogni cosa. Una volta tornata in Italia questa storia di spionaggio è sorta in modo spontaneo. Istanbul è una terra di mezzo, un luogo senza confini dove oriente e occidente non solo si incontrano, ma si amalgamano. Questa specifica atmosfera geopolitica non ha semplicemente influenzato la struttura della mia spy story: le ha dato un senso, trasformando la realtà vissuta in narrazione.
5) Il caso Rebecca e Operazione Via Maris: In questi romanzi la tensione investigativa è altissima. Come riesci a dosare gli indizi per fare in modo che il lettore collabori all’ indagine senza svelare il finale troppo presto?
Trovo singolare che quest’intervista sia pubblicata nel mese di luglio, il settimo mese dell’anno. Un numero che caratterizza il mio detective Richard Todd.
Nel processo creativo dei gialli mi viene spontaneo disseminare gli indizi come se fossero briciole di pane, invitando il lettore a camminare accanto a Richard. Nessuno di loro deve essere casuale. Direi che è un gioco di equilibrio: ciascun indizio deve incastrarsi alla perfezione perché i conti, alla fine, tornino.
Una volta completata la prima stesura compio un lavoro a ritroso per controllare ogni sfumatura del racconto.
6) Sappiamo che ami praticare lo yoga e la meditazione, e che spesso scrivi di notte, nel silenzio. In che modo questa ricerca di equilibrio interiore e la dimensione notturna influenzano la tua creatività? La scrittura per te è più un atto di disciplina o una forma di meditazione?
La dimensione notturna, così silenziosa e intima, mi spinge alla riflessione e la nascita delle idee. I momenti della notte sono quelli dove tutto sembra più magico.
Lo yoga, la meditazione e la contemplazione mi aiutano a coltivare quell’equilibrio interiore indispensabile per l’ispirazione. La scrittura è per me una forma di meditazione, di raccoglimento in cui le parole sorgono spontanee da un giardino fiorito.
Tuttavia, questa magia iniziale deve ben presto declinare in disciplina e costanza: se la prima stesura è piena libertà, la fase successiva richiede l’attenzione e la pazienza di modificare, cancellare e riscrivere il testo. Quando un romanzo arriva sul tavolo dell’editore deve essere stato corretto infinite volte.
Il silenzio della notte offre l’ispirazione, la dedizione all’arte compie questa magia.
Grazie per questa meravigliosa intervista, Maddalena

Commenti
Posta un commento