INTERVISTA A... BARBARA SCOTTO
1= Nei tuoi romanzi spazi tra sottogeneri molto diversi, come lo sport romance di Shooting Heart, l'historical romance de La Perla del Corsaro e il legal romance di Without Honor. Come cambia il tuo approccio alla scrittura quando salti da un'epoca o da un'ambientazione all'altra?
Dietro ogni genere che scrivo c’è sempre un grande lavoro di ricerca e di progettazione, penso tantissimo a quei personaggi, immaginandoli mentre interagiscono prima di iniziare la stesura. La parte più critica, all’inizio, è staccarsi dal vecchio personaggio ed entrare nella mente del nuovo, perché è ovvio che il protagonista scontroso di uno storico debba parlare, pensare e agire in maniera del tutto diversa dal golden boy di uno sport contemporaneo, quindi devo proprio cambiare registro.
2= Spesso i tuoi personaggi affrontano amori intensi, tormentati e complessi. C'è un protagonista a cui ti senti più legata o che ti ha richiesto un maggiore sforzo emotivo per essere raccontato?
Dopo mesi trascorsi insieme a dei personaggi, mi sento legata a ciascuno di loro. Adesso, per esempio, il mio cuore è tutto per Ryder. Lui è intenso in ogni emozione che prova, e certe scene che lo riguardano mi hanno coinvolta molto. Ma è stata Maddie Stone, di Without Honor, a richiedere uno sforzo emotivo più grande, perché lei si mostra dura e spietata, ma in realtà lotta ogni giorno per non crollare e vive di conflitti. Tratteggiare la sua personalità e il ruolo che ricopre è stato impegnativo.
3= Senza fare troppi spoiler, puoi svelarci qualcosa sui tuoi prossimi progetti? C'è già un nuovo genere o una nuova ambientazione che scalpita nella tua testa?
Di sicuro voglio portare a termine la trilogia della Black Key. A settembre uscirà il secondo volume, il terzo è previsto per l’anno prossimo. Sto ultimando uno sport romance che avevo messo da parte, spin-off tratto da Back to Flying, indipendente. Non ho mai scritto un college romance, ma ho due trame lì pronte che mi stanno chiamando…
4= In Shooting Heart unisci il mondo adrenalinico della NBA a un segreto che lega i protagonisti da otto anni. Qual è la sfida più grande quando si scrive una storia in cui il passato ha un peso così determinante nel presente dei personaggi?
In quasi tutti i miei romanzi il passato ha un peso enorme nella storia, la sfida più grande è trovare il giusto equilibrio per farlo emergere senza che rubi la scena. Il rischio è anche quello di raccontarlo tutto subito, o al contrario, tenerlo nascosto troppo a lungo. Deve essere una presenza che influenza le scelte del protagonista, ma anche la spinta a voltare pagine.
5= Hai scritto diverse storie legate al Natale. Rispetto ai tuoi romanzi più lunghi e intensi, cambia il tuo stato d’animo quando scrivi queste commedie più fresche e festive? È una sorta di “pausa rigenerante” anche per te?
Sì, quelle sono piccole coccole che nascono sempre dopo una stesura più impegnativa, di solito uno storico. E poi sono una mezza Grinch, grazie a quelle storie riesco a vivere e ad apprezzare di più l’atmosfera natalizia.
6= Molti dei tuoi romanzi contemporanei, come Enemies Beats o Cuori di pietra e di spine, mettono i protagonisti di fronte a grandi ferite emotive. Ti consideri un'autrice che preferisce far soffrire i propri personaggi prima di concedere loro il lieto fine, o cerchi sempre di proteggerli un po'?
Non c’è storia senza un pizzico di sofferenza! È da lì che trovano la forza di lottare e che avviene la crescita emotiva dei miei protagonisti. E il lieto fine è d’obbligo, sempre.
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