“WALDEN - ANDAR PER I BOSCHI” DI HENRY DAVID THORE

 «Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, affrontando solo i fatti essenziali della vita, per vedere se non fossi riuscito a imparare quanto essa aveva da insegnarmi e per non dover scoprire in punto di morte di non aver vissuto ...” H.D.THOREAU

Bellissima frase piena di introspezione, attraente non trovate?


La storia si sviluppa interamente nel bosco vicino al lago Walden, nella cittadina di Concord in Massachusetts (che a tutt’oggi è una meta turistica). Entusiasta all’idea di capire come avesse fatto un uomo, fra il 1845 e il 1847, ad abbandonare le comodità per rifugiarsi in un luogo appartato e con pochissimi contatti sociali, ho scoperto come l'autore sia riuscito a costruire un rapporto intimo con la natura, quasi ossessivo direi.

Premesso che sono stata convinta, e anche un po’ ingannata, dal mio stesso desiderio di dimostrare a me stessa che potevo farcela ad affrontare quest’opera letteraria e filosofica, sono partita a razzo a fagocitare questo esperimento moralista ed ecologista.

 Sicuramente l’esperienza raccontata è stata coraggiosa, stimolante e anche un pochino presuntuosa da parte di Henry, perché elogia spesso chi è moralmente così saggio da vivere con poco, smontando senza riguardo chi invece vive di ricchezze guadagnate.

Leggendo le prime pagine si nota un dettagliato elenco delle spese per comprare i materiali per costruirsi la casa nel bosco, creare un orto per il sostentamento, eccetera. 

Dopo dieci pagine – non scherzo – di questo ginepraio di nozioni, e con zero dialoghi (che sono assenti in tutta la trama), ho chiuso il libro. Ho pensato: "È da psicopatici tediare il lettore con questa roba!". Poi, per rispetto dell’autore e per la sfida che mi ero prefissata, mi sono detta: "Dai, sei prevenuta... prosegui".

E la sorpresa alla fine l’ho trovata. Quando Henry inizia a descrivere la bellezza del bosco e delle sue giornate in mezzo alla vegetazione, lì mi sono soffermata un paio di volte a rileggere i paragrafi. È una lettura macchinosa, lunga, e bisogna armarsi di pazienza per entrare nella mente di Henry, che vi assicuro amerete e odierete.


Voto 9/10 per la densità delle nozioni poetiche sulla natura, sul comportamento degli animali, sul lago Walden, sulle stagioni e sulle immagini visive e sensazioni sensoriali che l’autore ci ha comunicato.


Voto 4.5/10 per il lessico, prolisso e ricco di riferimenti in lingua greca e latina, con autocitazioni che per un lettore normale possono diventare dei "mattoni" difficili da metabolizzare, rendendo il libro pesante.


Tempo di lettura: 1 mese e 3 settimane.



Recensione a cura di Tiziana Luppi.




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