INTERVISTA A... MARINA GALATIOTO

 1) Hai collaborato per oltre vent'anni con le maggiori riviste femminili scrivendo racconti a puntate. In che modo questa esperienza ha formato il tuo stile di scrittura?


Prima di tutto ti fa capire il ruolo dell'editor. A volte mi è capitato che cambiassero soltanto i nomi e non perché fossero assurdi o strani... mai capito perché, ma ti adegui. E poi, a forza di scrivere, scrivere, scrivere, impari tantissime cose. Leggere e scrivere molto è fondamentale. Si fa esperienza, si matura, si cresce nello stile.


2 ) Il tuo stile di scrittura è volutamente fluido, diretto e accessibile. È una scelta strategica per connetterti meglio con le lettrici o riflette semplicemente la tua naturalezza espressiva? 


Un paio di bookblogger mi hanno criticata per questo, ma io seguo un preciso principio: si chiama Indice di Oscurità di Robert Gunning (l'ho spiegato anche nel mio blog qui https://blog.marinagalatioto.com/perche-i-miei-romanzi-sono-scritti-in-modo-semplice/). Noi autrici non sappiamo chi ci legge. Una lettrice può aver fatto semplicemente la quinta elementare oppure essere laureata. In quest'ottica noi dovremmo scrivere per farci capire da chiunque. A me piace l'idea che chiunque possa leggere, capire, emozionarsi.


3) Hai spaziato dal romance contemporaneo come Ann the loser fino a favole natalizie (Guai al Polo Nord) e romanzi storici. C'è un genere letterario in cui non ti sei ancora cimentata e che ti piacerebbe esplorare? 


Mi piacerebbe scrivere della saggistica, un libro di grammatica e qualche guida. 


4) In Ann the loser si passa facilmente da momenti di forte introspezione emotiva a scene decisamente più ironiche e brillanti. Come sei riuscita a bilanciare la sofferenza della protagonista con la leggerezza tipica del genere romance? 


Ho cercato di immedesimarmi nella protagonista e di utilizzare sensazioni che ho provato anche io. Ho avuto momenti difficili nella vita, sia per la salute che per l'amore. Stavo davvero male, ma sapevo di dover reagire, così mi dicevo: ok, mi dispero per dieci minuti, con singhiozzi e lacrime fino allo sfinimento e poi smetto. E poi mi mettevo a scrivere cercando di superare tutto. Devo ammettere che lavorare e scrivere mi ha davvero salvato.


5) Il romanzo affronta il tema del riscatto femminile dopo i trenta o quarant'anni, un'età in cui la società spesso pretende che una donna sia già "arrivata". Che messaggio volevi lanciare alle lettrici che si trovano in un momento di stallo o fallimento? 


Che si può trovare la propria strada a qualsiasi età, che è difficile rialzarsi, soprattutto se lo devi fare da sola, ma si può. Molte donne ce l'hanno fatta, tante altre ce la faranno. La cosa peggiore è avere accanto qualcuno che non crede in te e non pensa che ce la farai.


6) Cosa c'è nel futuro editoriale di Marina Galatioto? Puoi svelarci qualcosa sul prossimo progetto a cui stai lavorando?



Entro qualche mese, non ho una data precisa, uscirà una mia commedia romantica con un editore di romance. Non posso ancora svelare niente, ma sono molto emozionata. E poi ci sarà una serie, romance autoconclusivi e personaggi diversi, il tutto ambientato in una cittadina americana alle pendici delle montagne. Sto lavorando anche a una serie per bambini e a un fantasy che si aggiungerà alla serie Figli di Naacal.



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