INTERVISTA A... LORENZO LAI

 1= Il tuo romanzo d'esordio s'intitola L'amore al tempo delle bombe. Come sei riuscito a bilanciare la delicatezza di un sentimento puro come l'amore con la durezza e la drammaticità suggerite dal concetto di 'bombe'?


 


Nel romanzo, ovvia citazione di ‘’Amore al tempo del colera’’, ho voluto far esaltare uno degli stati d’animo più potenti: l’amore, contrapponendogli il più estremo, la guerra. In guerra si vive ogni momento come se fosse l’ultimo: in questo modo l’amore, quando viene a mancare tutto il resto, dal cibo agli altri beni essenziali , è l’unica cosa che rimane. Quando si fa un bilancio della propria vita si apprezza ancor di più ciò che l’amore ci ha dato e che abbiamo dato. L’obbiettivo è una rincorsa all’armonia: nella mitologia Armonia è la sposa di Cadmo Re di Tebe ed è figlia di Ares (guerra) e Afrodite (amore). Il primo canto dell’Iliade, d’altronde, così si apre: ‘’Cantami o Musa (amore), l’ira del Pelide Achille che infiniti lutti addusse agli Achei (guerra)’’.


La tematica è simile al concetto di felicità: senza tristezza in un mondo di sola felicità, la felicità non sarebbe tale, in quanto c’è anche la tristezza; è qui che c’è una distinzione e un riconoscimento della felicità. Nello scritto la guerra funge da sfondo, o da palco della rappresentazione. Non sono descritti conflitti armati o azioni di guerra, si udirà solo in sottofondo il rumore angosciante dei bombardamenti in avvicinamento. La scenografia sono gli appartamenti del condominio che descrivo, mentre gli attori sono l’amore letto attraverso la psicologia dei personaggi. Il tema è dunque l’amore nel contesto della guerra. La guerra serve a valorizzare l’amore, in fin dei conti quando non hai più nulla l’unica cosa che hai ha ancora più valore e si apprezza maggiormente.


 


 


 


2= In Sisifo ribelle, scritto a quattro mani con Livio Lai, riprendi un mito classico fortemente legato all'idea di uno sforzo ripetitivo e infinito. Cosa rappresenta per te l'atto di 'ribellarsi' in chiave moderna?


 


Il titolo è ispirato al saggio del grande scrittore dell’assurdo Albert Camus ‘’Sisifo felice’’. Sisifo è il personaggio mitologico che più ha umiliato gli Dei: è più umiliante per gli Dei avergli inflitto una punizione esemplare che per Sisifo spingere il masso sferico su per la montagna. Sisifo perde e continua a perdere e fallire con dignità. Non solo è Sisifo a ricevere la condanna, ma la ricevono gli stessi Dei per essere stati delegittimati per abbassarsi al di sotto del livello del Re di Corinto.


In chiave moderna, l’atto di ribellarsi è collegato al concetto di resistenza. In un sistema ultra-capitalistico e iper-mercantilista, dove il singolo è destinato a perdere, resistere ci da la possibilità di perdere con dignità. Si può scegliere come perdere, il singolo può farlo in piedi e a testa alta. Una volta che viene messo a terra così potrà avere la forza di rialzarsi e rialzarsi ancora, come Sisifo, appunto, che spinge la roccia senza chiedere perdono.


Resistere aiuta a non favorire il sistema e il pensiero unico, mettendo al centro il contraddittorio e la discussione. In questo modo, la diversità torna ad essere un valore da valorizzazione e non una minaccia. La ribellione pone il dubbio in una società che non mette più in discussione le proprie certezze.


 


 


 


3= Quando inizi un nuovo progetto letterario, sei un autore che pianifica tutto nei minimi dettagli (struttura, scaletta, schede dei personaggi) o ti lasci guidare dall'istinto e lasci che la storia si sviluppi da sola mentre scrivi?


 


Utilizzo diverse metodologie. Per quanto riguarda i racconti ‘’L’amore al tempo delle bombe’’ ho immaginato un lavoro teatrale: un unico ambiente che desse maggior spessore e valorizzazione ai personaggi. Ho scelto i due estremi, amore e guerra, approcciandomi a una composizione di tipo jazzistica: improvvisazione e scritta in un unico getto. Per la prima stesura ci sono volute circa due ore.


Per quanto riguarda ‘’Sisifo ribelle’’ invece è stata fatta una scaletta molto accurata e altrettanto è stato fatto nella descrizione che caratteri fisici e psicologici dei personaggi, basandomi dalle letture dei miti greci a cui sono appassionato fin da bambino.


 


 


 


4= Spesso si dice che il vero romanzo nasca durante la fase di correzione. Quanto tempo dedichi all'editing e qual è la cosa più difficile a cui hai dovuto rinunciare tagliando il testo?


 


Faccio poche stesure, la quasi totalità del lavoro, o meglio del gioco, avviene con la prima stesura. Solitamente se è un lavoro che richiede tempo quando inizio a scrivere rileggo e correggo le cose scritte il giorno precedente. Successivamente passo a scrivere nuovo materiale senza ritornarci su nella stessa sessione.


Per quanto riguarda l’editing vero e proprio in futuro sarò più meticoloso anche in base al lavoro offerto dagli editor esterni. Nei racconti ‘’L’amore al tempo delle bombe’’ non sono stati fatti tagli rilevanti. In ‘’Sisifo ribelle’’ si è deciso di ridurre la mole di pagine per motivi editoriali abbreviando o tagliando parzialmente i miti originari dei vari personaggi. Chissà se in futuro ci sarà la possibilità di farne una versione più estesa…


 


 


 


5= Se dovessi presentarti a un lettore che non ti conosce ancora, come ti descriveresti in poche parole, sia come persona che come scrittore?


 


Sono una persona che ha realizzato un sogno che aveva da bambino: poter continuare a giocare anche da adulto. Grazie all’ arte ne ho la possibilità. La fantasia mi dà la possibilità di visitare infiniti mondi e ritengo che alcuni di questi vadano condivisi.


Principalmente mi occupo di composizione musicale come arte sonora, e mi sono occupato di fotografia come arte visuale, ma ritengo che la scrittura sia l’atto dove si richiede la maggior partecipazione dello spettatore-lettore. La mia fantasia e immaginazione si fondono con la creatività del lettore così che un’ opera abbia tante figure quanti sono i lettori. Se il lettore non legge l’opera non va avanti. Nelle altre forme d’arte questo non avviene.


Sono un avido lettore, leggo tra le tre alle quattro ore al giorno. Una volta mi misi a contare quanti libri avevo letto nei dieci mesi precedenti: calcolai che erano stati centosette. Ho la fortuna di avere una curiosità innata che mi fa da motore. Ho pensato che quello che avevo ricevuto dalle pagine dovevo, nel mio piccolo, restituirlo. 


Ho scritto Sisifo ribelle in collaborazione con mio padre Livio. È stata una sorta di scommessa che abbiamo accettato, abbandonando per una volta il ruolo di figlio e di padre. Non volevamo limitarci alla solita battaglia tra immortali e Livio mi ha aiutato ad ampliare gli ambienti e le caratteristiche dei personaggi, dandogli maggiore profondità. I nostri Dei, sono concepiti come specchi che possono rivelarci le nostre qualità, i nostri difetti e le nostre contraddizioni. 



























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