Di cera e carne di Penelope White.
Non sono una lettrice abituale di thriller – anzi, ne ho letti davvero pochissimi in vita mia – e questa era in assoluto la mia prima volta con la penna di Penelope White. Eppure, a volte basta il libro giusto per stravolgere i propri ritmi di lettura: ho letteralmente divorato questo romanzo in meno di ventiquattr’ore.
Voglio essere del tutto sincera: non è stata una passeggiata. Nonostante l'autrice mi avesse gentilmente anticipata via email, mettendomi in guardia sui contenuti e sulle tematiche complesse del testo, l'impatto con la storia è stato forte, a tratti durissimo da digerire. Ma è proprio questa sua natura spietata che rende impossibile staccarsi dalle pagine.
La storia ruota attorno a Cristina De Giovis, una donna dal passato solido nelle forze speciali (il COFS), addestrata a congelare le emozioni e a mappare chirurgicamente ogni pericolo. Durante una vecchia missione, Cristina trae in salvo un gruppo di ragazzini e decide di adottare uno di loro, il piccolo Nathalien, crescendolo come un figlio insieme a una nuova famiglia e al marito Alessio.
Tuttavia, l'addestramento militare non può nulla contro i legami viscerali. Quando Nathalien, ormai adulto e laureato, scompare nel nulla all'interno di un fitto reticolo di sparizioni silenziose, Cristina rifiuta la rassegnazione. Inizia così una caccia disperata e ossessiva, una ricerca geometrica in cui l'istinto materno si fonde con la fredda strategia investigativa. Ma ogni indizio che viene a galla scava una fossa sempre più profonda, spingendo la protagonista verso una verità sconvolgente che, forse, sarebbe stato più umano lasciare sepolta nell'ombra.
Non farò alcuno spoiler, perché i colpi di scena di questo romanzo vanno vissuti sulla propria pelle, ma posso dirvi che lo stile di Penelope White mi ha completamente stregata. La sua è una scrittura affilata, potente e di una precisione chirurgica, capace di orchestrare una tensione psicologica claustrofobica. Non c'è spazio per il lirismo superfluo: ogni brivido e ogni silenzio pesano come macigni.
Al di là della trama investigativa, ciò che mi ha colpita di più è il nucleo emotivo del libro. Di Cera e Carne è una riflessione nerissima e profonda sui confini della genitorialità.
Fino a che punto ci si può spingere per proteggere chi si ama?
Quando l'amore smette di essere cura e diventa un'ossessione mortale per il controllo?
È un thriller intenso, viscerale, che arriva dritto come un treno e lascia addosso un freddo difficile da scrollare. Un romanzo d'esordio maturo e destabilizzante che merita assolutamente un posto d'onore nella vostra libreria.
Se volete scoprire cosa è successo a Nathalien, vi resta una sola cosa da fare: immergervi nelle pagine di Penelope.
Valutazione ⭐⭐⭐⭐⭐
Recensione a cura di Silvia Turi.

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