La metà di niente di Catherine Dunne
Ci troviamo in Irlanda, a Dublino, alla fine degli anni Novanta. La storia gravita intorno alla vita familiare di Rose, di suo marito Ben e dei loro tre figli. Il matrimonio non funziona più da tempo, ma per Rose le giornate scorrono comunque tranquille, in un'apparente normalità.L'equilibrio crolla all'improvviso una mattina, mentre la protagonista è intenta a preparare la colazione. Con una frase glaciale – “Dobbiamo parlare” – il marito le comunica l'intenzione di andarsene, senza sapere se e quando tornerà. Se ne va, e basta.Rose non replica: è raggelata, trattiene il dolore e la rabbia prima del crollo inevitabile. Inizialmente non trova nemmeno le parole per confessare la verità ai figli. Cerca così conforto nell'amica Jane e in Martha, un'altra figura femminile che si rivelerà fondamentale per lei.Da quel momento, Rose deve fare i conti con la necessità di ricominciare da zero per tenere unito ciò che resta della sua famiglia. Sfidando sé stessa e reinventandosi a livello professionale, la protagonista ritroverà gradualmente la fiducia in sé. Questo percorso di rinascita è scandito da un profondo monologo interiore: Rose dialoga costantemente con se stessa, interrogandosi sul senso di ciò che le sta accadendo.La narrazione non è lineare: la storia oscilla tra il presente e continui flashback del passato, che ripercorrono il fidanzamento con Ben, il matrimonio, la convivenza e il lento logoramento della relazione. Il libro è strutturato senza titoli per i capitoli, ma è scandito precisamente da giorni e orari.Lo stile di Catherine Dunne è scorrevole; il lessico riflette fedelmente il periodo degli anni Novanta, risultando leggermente distante dal linguaggio odierno ma mai di ostacolo alla lettura. Il ritmo subisce un'accelerazione decisa negli ultimi capitoli, dove gli avvenimenti convergono in una serie di colpi di scena veloci e inaspettati.Il romanzo mi è piaciuto moltissimo. Il titolo riflette perfettamente lo stato d'animo della protagonista: Rose sente di avere in mano solo la metà del niente, ovvero ciò che è rimasto di una relazione che si è rivelata vuota.Durante la lettura mi sono sentita completamente immersa nella sua vita, assistendo anche al bellissimo percorso di vicinanza e complicità che riesce a ricostruire con i figli. L'autrice possiede il raro talento di creare un legame empatico fortissimo con il lettore: si soffre con Rose nei momenti più bui e si gioisce con lei nelle sue vittorie. È una storia di rivalsa personale che spinge inevitabilmente a fare il tifo per la protagonista, seguendola passo dopo passo mentre si riprende la serenità che le era stata tolta.
Valutazione ⭐️ ⭐️ ⭐️ ⭐️ ⭐️
Recensione a cura di ila10.music.notes

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